Ultimo Aggiornamento:
Frequenza respiratoria

La frequenza respiratoria e la sua rilevazione

Gina Curcio
Gina Curcio Guide

La respirazione permette al nostro organismo di ottenere ossigeno dall’ambiente che ci circonda per darlo poi alle cellule e allo stesso tempo eliminare, all’esterno, l’anidride carbonica che si forma durante il lavoro cellulare.

Per respirare l’organismo utilizza l’apparato respiratorio che è costituito da:

  • Cavità nasale, il suo interno è rivestita da una mucosa ricca di vasi sanguigni e ricoperta da ciglia vibratili;
  • Faringe, è un canale lungo circa 12 cm, qui avviene il passaggio dell’aria e degli alimenti;
  • Laringe, al suo interno sono tese le corde vocali e la parte inferiore si collega alla trachea;
  • Trachea, è posizionata davanti all’esofago, è formata da anelli di cartilagine non completamente chiusi, nella parte inferiore si divide in due bronchi principali;
  • Bronchi, sono condotti di forma cilindrica, permettono il passaggio dell’aria. I bronchi principali sono due, bronco destro e bronco sinistro;
  • Polmoni, sono i due organi preposti alla fornitura di ossigeno all’organismo e all’eliminazione dell’anidride carbonica dal sangue;
  • Bronchiolo, è la parte finale dell’apparato respiratorio;
  • Alveoli polmonari, insieme ai bronchioli formano il tessuto polmonare.

Inoltre, dobbiamo dire che, anche la gabbia toracica svolge due funzioni inerenti alla respirazione.

Infatti, ha una funzione di protezione dei polmoni e poi funge da supporto alla respirazione, grazie ai movimenti verso l’alto delle costole che ampliano il volume interno alla gabbia toracica.

Cavità nasale, faringe e laringe costituiscono le vie aeree superiori mentre trachea, bronchi, bronchioli e alveoli polmonari formano le vie aeree inferiori.

La respirazione si compone in due fasi attive:

  • Inspirazione, entrata di aria nei polmoni;
  • Espirazione, uscita di aria dai polmoni;

Queste due fasi, insieme, formano un atto respiratorio.

Si definisce frequenza respiratoria il numero di respiri compiuti da un soggetto in un minuto.

La frequenza respiratoria si misura con la persona a riposo, bisogna quindi invitare la persona ad assumere una posizione supina, che è la posizione adeguata che facilità l’osservazione dei movimenti della gabbia toracica.

A questo punto bisogna poggiare una mano sull’addome o sul torace e contare il numero di atti respiratori in un minuto (frequenza), osservare anche lo sforzo necessario a compierli (qualità), la regolarità dei respiri (ritmo) e le caratteristiche dei movimenti della gabbia toracica (profondità).

La frequenza respiratoria a riposo è di 15-20 atti al minuto è caratterizzato da respiro normale, calmo, ritmico e senza sforzo ed è chiamata Eupnea (frequenza normale).

Si parla invece di Tachipnea se il respiro è rapido caratterizzato da atti respiratori veloci e superficiali maggiore di 20 atti al minuto (sempre a riposo).

La Bradipnea invece è una respirazione anormalmente lenta inferiore a 12 atti al minuto.

Apnea è la cessazione del respiro e l’arresto respiratorio è il risultato di apnea prolungata.

Le principali alterazioni della respirazione sono:

  • Dispnea: respiro difficoltoso, affannoso, penoso. Si ha proprio una sensazione di fame d’aria;
  • Ortopnea: capacità di respirare solo in posizione seduta diritta o in piedi;
  • Tosse: espirazione forzata di aria ad intervalli involontari (tipo una pulizia dei bronchi);
  • Emottisi: presenza di sangue nell’espettorato (catarro).

Attenzione al colore della cute, un colore bluastro (cianosi) potrebbe presupporre una cattiva ossigenazione dei tessuti o un’insufficienza cardiocircolatoria.